Wertherica’s Blog

Con un certo anticipo, per questo Natale, ho ricevuto in regalo due gioielli della linea Be Chic – che ancora non conoscevo – contenuti dentro deliziose scatoline colore nero/rosa dal “sapore” un po’ retrò…

In realtà non è stata una vera sorpresa ma avevo il compito di scegliere appositamente dal catalogo presente sul sito due gioielli che mi ispirassero e che fossero affini ai miei gusti. Ho iniziato a sfogliare…

Mi sono subito indirizzata verso le spille e i bracciali che sono i gioielli che uso di più.

Sono un animo dark, mi vesto spesso completamente di nero e le spille riescono a dare quel tocco in più di contrasto sun un abbigliamento total black (ma non mi piacciono troppo vistose!).

Come le scatoline che li contengono, i gioielli sono tutti molto raffinati (anzi chic!) e  hanno quest’aspetto vintage-retrò che si ispira agli indimenticabili anni ’20 e al bon-ton anni ’50. Secondo me sono delle ottime e stilosissime idee regalo che di sicuro verranno apprezzate :)

Io, alla fine, ho trovato una splendida spilla con un delizioso fiocchettino nero. La spilla ha un piccolo cameo raffigurante un gattino e un campanellino che scampanella allegramente nelle mie passeggiate quotidiane :)

Poi ho optato per un bracciale “doppio” in coordinato con la spilla che avevo già scelto (anche se, di solito, per me vale la regola mai più di un gioiello addosso). Anche il bracciale ha il fiocchetto nero e il cameo con il gattino.

Inutile dire che il colore che li contraddistingue  è… il nero, esiste secondo voi un colore più chic??? ;)

Nel catalogo potete trovare molti altri bijoux: di colore argento, dorati e in  tantissime altre varianti. Oltre a collane, braccialetti, spille e orecchini, la linea Be Chic comprende anche prodotti make-up e per la cura del corpo.

Nel sito, un motore di ricerca di semplice utilizzo vi permetterà di trovare i punti vendita nei quali poter acquistare i gioielli che più vi piacciono (e che potete anche raccogliere in una vostra personale wishlist online, una volta registrate al sito).

Buone feste e tanti gioielli a tutte!

Fino a qualche settimana fa l’unica associazione mentale che poteva scatenarsi al suono di “Bibì” era la mitica e indimenticabile Brigitte Bardot.

Invece, del tutto casualmente grazie a dei campioni omaggio, ho appreso dell’esistenza di un mondo di “creme colorate”  che arrivano dal lontano continente asiatico.

Infatti BB sta per Blemish Balm (=balsamo per imperfezioni), inizialmente  molto utilizzato in Germania in seguito a  interventi di peeling facciale, per via delle proprietà riparatrici e lenitive.

Importate dalla Corea tali BB Cream alla fine hanno spopolato iniziando a essere molto usate anche dalle donne di spettacolo.

In Asia tali creme hanno una nuance solitamente grigiastre per adattersi al colore della pelle delle donne orientali. La crema Blemish Balm che ho provato io è quella della Garnier, formulata nella colorazione tipica dla cute occidentale e, soprattuto… una crema alla portata di tutte le tasche (circa 9-10 euro a confezione).

Queste le principali promesse riportate nel materiale informativo:

- idratare

- coprire macchie e imperfezioni;

- esaltare la luminosità della pelle senza “appesantire” il trucco;

- protezione dagli effetti dannosi dei raggi solari.

La “formula magica” invece si avvale di: acido ialuronico e lipidure (per l’idratazione e l’elasticità della pelle) insieme alla vitamina C (che dovrebbe garantire splendore e luminosità della pelle). Inoltre ci sono dei pigmenti minerali per dare una sensazione di leggerezza e assorbimento rapido e infine il filtro UV che protegge dai raggi solari.

In realtà sembra un fondotinta ma non è un vero e proprio prodotto da make-up. Mi ricorda molto le prima creme coloranti idratanti (tipo Nivea) che usavamo da pre-adolescenti quando ancora non eravamo abbastanza “adulte” per truccarci seriamente.

L’ho provata per una settimana e queste sono le prime conclusioni:

- appena stesa devo dire che trovo subito la pelle più morbida e idratata rispetto a quando applico il mio abituale fondotinta (= Max Factor)

- ergo può sostituire senza problemi il fondotinta (devo ammettere che ho una pelle senza particolari imperfezioni per cui non posso garantire sul livello di coprenza incaso di acne e macchie scure)

- mi ha dato subito una sensazione di leggerezza, come se applicassi la cream idratante e non una base per il trucco, quindi non sento la pesantezza del makeup

- unico neo: sarà il freddo, lo smog, ecc. ma  ho la pelle un po’ irritata in questo periodo e ho avuto in questi ultimi giorni un po’ di arrossamenti, quindi non posso garantire sull’efficacia su pelli molto sensibili.

Qualcuna di voi l’ha provata? Come vi siete trovate?

Telethon, dal 1990 finanzia e promuove una ricerca scientifica eccellente sulla distrofia muscolare e altre malattie genetiche. Ed è un impegno preso nei confronti di malattie cosiddette “dimenticate”.

Le malattie genetiche, prese singolarmente, sono infatti malattie rare e quindi trascurate dai grandi investimenti pubblici e privati, che finanziano soprattutto la ricerca sulle patologie più diffuse. Tuttavia le cause di una malattia genetica spesso coinvolgono meccanismi fondamentali e vitali per l’uomo e la loro comprensione può essere utile anche per lo studio di malattie più diffuse.

Grazie ad una gestione trasparente dei fondi e a un meccanismo di finanziamento che premia solo il merito, Telethon è riconosciuto nel mondo come un esempio di eccellenza italiana. Un attestato che deriva soprattutto dai risultati raggiunti in questi anni.

Quindi viva la ricerca! Ecco il video dell’ultima campagna dedicata ai 20anni di attività di Telethon:



Post dedicato a fanatici di Androidi (e da fanatici di Android dovreste già conoscerlo!). Si tratta di Androidify ed è la moda del momento!

Chi di voi non possiede un palmare/cellulare/tablet con piattaforma Android? Allora non potete non conoscerete il simpatico robottino verde simbolo del sistema operativo made in Google.

Bene. Androidify è un’applicazione gratuita per i dispositivi Android che vi permette di creare il vostro avatar ma soprattutto personalizzarlo con il colore della pelle, la dimensione, l’acconciatura, l’abbigliamento e una miriade di accessori. Una volta creato il mini-robottino è possibile poi condividerlo da veri geek nei principali social network.

Io aspetto il mio avatar anche per iPhone :)

Ecco a voi un interessantissimo grafico creato da Brian Solis e JESS3, il  Twitterverse, che ci aiuta a capire il complesso ecosistema di cui fa parte Twitter.

In questo schema troviamo una miriade di  tools (chi li conosce tutti alzi la mano!) che sono potenzialmente a nostra disposizione a seconda dei diversi scopi di social business. Sul sito in questione potete cliccare su ogni icona, andare sulla pagina con descrizione e recensioni del tool che vi interessa e infine trovare  il link per poterlo scaricare.

Attendo il 27 febbraio e confido nel “buonsenso” della giuria degli Oscar affinchè Natalie Portman riceva la sua meritatissima statuetta come miglior attrice protagonista…

Ho sempre apprezzato tutti i film di Aronofsky (anche se ho avuto sempre seri problemi a scrivere il suo nome…un pò come Palahniuk :) ). Mi piace il suo stile ansioso-delirante-psicologico più o meno presente in tutta la sua fimografia: ”Pigreco – il teorema del delirio”, “Requiem for a dream”, “The fountain” e “The wrestler”… e ho avuto un ulteriore conferma con il suo ultimo film, “Black Swan – Il cigno nero”, uscito nelle sale il 18 febbraio.

E’ la storia di Nina (la straordinaria Natalie Portman), una ballerina scelta per interpretare una versione rivisitata della famosissima opera “Il lago dei cigni”.

In questa rivisitazione vediamo contrapposti il personaggio del Cigno Bianco, di una bellezza timida e innocente e quello del Cigno Nero, di una bellezza malvagia e seducente. Quale delle due anime prevarrà nell’ardua prova che Nina dovrà superare? L’attenzione del regista è rivolta sempre alla sua protagonista, scava nella sua anima e nelle sue passioni più profonde, la segue nei suoi costanti conflitti interiori.

In ognuno di noi risiede una doppia personalità, una parte visibile agli altri, rassicurante, e una parte più oscura, a volte difficile da accettare, come succede a Nina. Il mondo della danza classica, con la sua delicatezza atemporale e i continui sacrifici, fa da perfetto sfondo a tale dualismo.

Finale da pelle d’oca e stato di mutismo riflessivo durante i 10 minuti dopo la fine del film.

In momenti di rabbia estrema vi sarà capitato di augurare al vostro “nemico” le più terribili sciagure, salvo poi pentirsi (ma non sempre) una volta che la rabbia è sbollita.

Perchè è vero che il male non si deve augurare mai a nessuno ma quando è un blog che ci suggerisce i migliori anatemi, alcuni più simpatici altri veramente cruenti, possiamo anche chiudere un occhio.

Il blog in questione si chiama Io ti maledico: potete scegliere la vostra maledizione preferita in sequenza randomica e inviarla a un amico (o nemico) via mail, twitter o facebook. Io ho scelto questa :)

Contatore di Bipedi Incoscienti

  • 15,150 anime erranti sono passate da qui

da “Die Leiden des jungen Werthers”:

“Oh, un carattere un po' più leggero mi renderebbe il più felice fra gli uomini. Come? Mentre altri con le loro poche forze, col loro poco talento si pavoneggiano soddisfatti davanti a me, io dubito della mia forza, dei miei doni naturali? Buon Dio, tu che me li hai tutti elargiti, perché non ne riprenderesti la metà, dandomi in cambio la fiducia in me stesso e la gioia di quello che possiedo?”

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