Pubblicato da: wertherica su: Agosto 11, 2008
Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato (E. A. Poe)
Stoccolma. L’ennesimo viaggio di esplorazione si conclude qui, tra pellicole e carte già sbiadite.
Ho ancora addosso atmosfere e fredde tonalità cromatiche da terra vichinga del Nord..
Bene. Altro materiale per rimpinguare la kunderiana “memoria poetica”, ormai povera di stimoli causa monotonia da urbe caput mundi e monitor quotidiani.
“La metro praticamente vuota e puntualissima, le colazioni gargantuesche in albergo, i musei (soprattutto quello di arte moderna, che è la mia passione), il doppio strato di maglia e giubbotto da agosto personalmente atipico, la pioggerellina (solo un tantino) fastidiosa, il mare blu cobalto, le polpette “della nonna”(köttbullar, in terra del Nord) con i mirtilli rossi, l’aria pungente e rilassante, la calma e il silenzio inaspettati, le veglie forzate, i movimenti rapidi e vorticosi delle pupille alla ricerca di tutto ciò che è nuovo e diverso, la tenera renna del parco e quella appoggiata le sera stessa nel mio piatto, la rivincita delle bionde, le strade pulite e il rispetto civico, la megafesta in data 08/08/08 (per festeggiare o8 che è il “cap” di Stoccolma :-/), alberi e tanto tanto verde.. ”
..Una breve parentesi prima di gettarsi nuovamente nel caldo e insopportabile agosto da bacino mediterraneo.