Wertherica’s Blog

Parole, parole, parole, soltanto parole..

Pubblicato da: wertherica su: Agosto 28, 2008

E’ sempre più evidente col trascorrere dei giorni la mancanza insopprimibile di parole capaci di smuovere dal torpore, al di là del banale e del quotidiano. Significative, cervellotiche, complicate, oppure semplici ma evocative. Nostalgiche, che contagiano oppure scavano nel profondo. Da annotare, per usi postumi e impropri oppure da lanciare come ami per scovare geometrie affini..

Io vado, sono stanca, ma il discorso continua, s’appoggia dolcemente e si fa cullare da questa canzone di Pacifico , dal titolo “Le mie parole”:

Le mie parole sono sassi, precisi e aguzzi,
pronti da scagliare,
su facce vulnerabili e indifese,
sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi,
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate e poi centellinate,
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato,
sono foglie cadute, promesse dovute,
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio,
tracciate e poi dimenticate,
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire,
lo ammetto

strette tra i denti,
passate, ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate

Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire,
sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare, si perdono al buio
per poi continuare

Sono notti interminate, scoppi di risate,
facce sovraesposte per il troppo sole,
sono questo le parole,
dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno un altro prima di partire,
le parole che ho detto, e chissà  quante ancora
devono venire

strette tra i denti
risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade, fendenti,
al buio sospirate, perdonate,
da un palmo soffiate

1 Risposta a "Parole, parole, parole, soltanto parole.."

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da “Die Leiden des jungen Werthers”:

“Oh, un carattere un po' più leggero mi renderebbe il più felice fra gli uomini. Come? Mentre altri con le loro poche forze, col loro poco talento si pavoneggiano soddisfatti davanti a me, io dubito della mia forza, dei miei doni naturali? Buon Dio, tu che me li hai tutti elargiti, perché non ne riprenderesti la metà, dandomi in cambio la fiducia in me stesso e la gioia di quello che possiedo?”

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