Pubblicato da: wertherica su: ottobre 16, 2008
[..In effetti, ora che ci penso è trascorso più di un mese dalla visione di tale sorprendente lungometraggio sprofondata in una rossa e comoda poltroncina. E il film vincitore del Leone d'oro all'ultimo Festival di Venezia (e purtroppo anche di una sfumata Coppa Volpi per il migliore attore) non necessita sicuramente di un profluvio di ulteriori parole entusiastiche per spingere la gente nelle sale. Comunque non posso nemmeno esimermi dal contribuire a omaggiarlo come merita..]
Martedì 9 settembre. Trentotto giorni fa. Rassegna romana della 65′ mostra di Venezia al cinema Adriano. Uscita dal lavoro mi precipito (gonfia di aspettative) a prendere i biglietti per vedere l’ultimo capolavoro di Darren Aronofsky (che ho già apprezzato in film visionari e ipnotici come Pi greco e Requiem for a dream). Il film in questione è The Wrestler. Questa volta il regista ci propone lo struggente ritratto di un perdente con un film molto più aderente alla realtà rispetto ai precedenti, emozionante e commovente, senza mai però eccedere in drammaticità. Dopo 105 minuti di appassionata visione segue una ballata di Springsteen durante i titoli di coda, corredata di lunghi applausi finali.
Randy detto l’Ariete è interpretato da un eccezionale Mickey Rourke, con capelli ossigenati per l’occasione e con il volto realmente segnato e consumato da risse, alcol e droga. L’attore infatti non ha bisogno di trucchi: per tutta la durata del film la sua interpretazione si rivela naturale e autentica per via di quei numerosi punti di connessione tra il suo reale, travagliato e spericolato passato e la storia del personaggio di Randy che viene messa in scena.
Randy è un grande campione del wrestling degli anni ‘80 ma tutto questo ci viene solamente accennato all’inizio del film attraverso gloriosi ritagli di giornali. Il sipario si apre invece venti anni più tardi quando ci troviamo di fronte a un ex-campione, fallito e squattrinato, che lavora in un grande magazzino, vive in una roulotte e stenta a pagare l’affitto. I pochi attimi di gloria delle sue giornate provengono da qualche spettacolo-farsa nelle palestre dei licei, dove i lottatori fanno largo uso di tutti i trucchi possibili per animare la Show, tipo lamette abilmente nascoste da utilizzare per tagli autoinflitti.
Purtroppo un ritorno al successo degli esordi è difficile e dopo un infarto che lo coglie durante un match per Randy diventa quasi impossibile. Dovrebbe rinunciare alla lotta sul ring e agli steroidi e ritirarsi a vita tranquilla. L’infarto potrebbe essere quella scusa che serve per iniziare la sua risalita verso il riscatto, riparare agli errori fatti, per esempio ricucendo il rapporto con la figlia e iniziando una relazione stabile con una donna.
Forse qui il wrestling viene utilizzato come metafora della vita intera, forse il destino di un perdente è già scritto ma alla fine lottare sul ring risulta molto più facile e dà molte più gratificazioni dell’assurda lotta contro il mondo fatta di continui rifiuti e cadute e Randy si accorge presto che non può facilmente rinunciare all’unica cosa che nella vita gli riesce di fare.
Un’altra opera dal sapore amaro da inserire nel “Cliclo dei Vinti”.
* Uscita prevista in Italia: 6/2/2009. Uscita Originale: 16/1/2009