Wertherica’s Blog

Bruno Munari all’Ara Pacis

Posted on: novembre 5, 2008

“Ho cercato di comunicare quello che gli altri non vedono, ad esempio un arcobaleno di profilo” (B. Munari)

munari

In una domenica da sole incerto e solita affannosa ricerca di una qualche forma di estetica-anestetica, assisto alla mostra antologica del poliedrico e geniale artista milanese Bruno Munari, in occasione del centenario della sua nascita. Con lo stupore negli occhi, scorrendo le circa duecento opere di questo designer dotato di una fantasia infantile, sorprendente e allusiva mi viene subito voglia di essere una bambina, tornare con nostalgia a far parte di quel magico e genuino universo di giochi e immaginazione sconfinata.

Munari mi conduce in questo lungo viaggio fantastico dove il paradosso e l’ironia regnano sovrani.  Si parte dalla Sedia per Visite Brevissime, costruita con una destabilizzante inclinazione a 45° e dai Libri illeggibili che non hanno scritte ma raccontano storie visive attraverso linee, colori, fogli strappati o trasparenti e fili di cotone. Oppure i Prelibri, fatti di diversi materiali, carta, cartoncino, cartone, legno, panno, friselina, plastica trasparente, ognuno rilegato in maniera diversa semplicemente per accrescere la potenzialità degli oggetti e arricchire le capacità conoscitive dei soggetti.

Mi fanno sorridere le sue forchette parlanti che, mediante una meticolosa modifica dei rebbi, vengono  piegate ad arte e diventando una mano che comunica a gesti; oppure i cosiddetti Fossili del 2000, dove Munari per giocare con i metodi tipici di ricostruzione degli archeologi arriva a intrappolare valvole radio come insetti nel metacrilato.

Sfoglio con stupore libri dove arance, piselli o rose vengono descritti come fossero progetti di industrial design e mi fermo a osservare il famoso orologio da lui ideato per la Swatch chiamato l’orologio del tempo libero, con i numeri che si muovono liberi e giocosi sul quadrante, oscillando al movimento del polso.

Con le Xerografie Originali. colgo le capacità impreviste e inaspettate che può avere una fotocopiatrice: semplicemente muovendo i fogli durante il suo funzionamento, Munari arriva a progettare pezzi unici da macchine create per riprodurre meccanicamente copie stereotipate e per giungere sempre a nuovi inediti nello stesso modo crea macchie di colore su tessuti come pioggia irregolare.

Osservo numerosi libri scritti da Munari per i bambini. L’artista infatti si è fatto promotore di un approccio didattico e di una costante ricerca pedagogica che vengono ancora applicati in tutto il mondo.  Non mi stupisce, alla fine della mostra, vedere un laboratorio di educazione al pensiero progettuale e creativo, aperto a tutti i bambini per sviluppare la creatività, un  “laboratorio-liberatorio” come lo chiamava lui, dove si è invitati a “fare senza pensare cosa fare”.

Gattini

A questo punto munitevi di fantasia e immaginazione e.. di qualche informazioni pratica: L’Ara Pacis si trova sul lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), la mostra è dal 9/10 al 22/02/2009; l’ingresso è di 8€ (ridotto 6€) il martedi-domenica ore 9-19.

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da “Die Leiden des jungen Werthers”:

“Oh, un carattere un po' più leggero mi renderebbe il più felice fra gli uomini. Come? Mentre altri con le loro poche forze, col loro poco talento si pavoneggiano soddisfatti davanti a me, io dubito della mia forza, dei miei doni naturali? Buon Dio, tu che me li hai tutti elargiti, perché non ne riprenderesti la metà, dandomi in cambio la fiducia in me stesso e la gioia di quello che possiedo?”

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